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SPOSATI CON LA COMUNITA’

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Dodici coppie saranno presto sposi. “Rendo grazie a Dio perché ha messo sulla mia strada questo uomo che accoglierò come mio sposo ...” “lei è italiana della Calabria, io sono fiammingo e ci sposeremo la prossima estate in Italia nel paese dei suoi genitori”. Undici coppie, terminano il loro cammino di formazione in vista del matrimonio religioso presentandosi alla comunità radunata per celebrare l’eucaristia domenica 6 febbraio ore 18.00 nella chiesa di saint-Boniface. Il sentire la comunità che ascolta, applaude e prega su questi giovani, da’ forza a queste coppie di fidanzati comprendono la dimensione comunitaria del matrimonio e del sacramento che si preparano a ricevere. Soddisfatti del percorso svolto e motivati nella partecipazione del dialogo attorno alla storia di coppie, fedeltà di Dio e degli uomini, le diversità e la comunicazione, alleanza di Dio e degli uomini. Auguri a Edgars e Chiara, Donatella e Roeland, Vanessa e Filippo, Ketty e Matteo, Lucrezia e Gianni, Francesca ...

CANDELORA 2011

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In questi giorni grigi e freddi, sentiamo il bisogno di luce e calore. Anche la tradizione spirituale cristiana ci viene in aiuto. Il 2 febbraio, soprattutto nelle chiese orientali, si celebrano le liturgie della luce, delle candele, la C andelora appunto. Lo facciamo anche a Bruxelles la prossima domenica 30 gennaio 2011 alle 15.00 del pomeriggio. Appuntamento a tutte le famiglie che hanno battezzato i bambini negli ultimi 5 anni. Cosa serve portare? I bambini, prima di tutto, i padrini e le madrine di battesimo se non vivono in fondo all'Italia, e in luoghi troppo lontani, la candela del battesimo o altre candele e la convinzione che far festa alla luce, che poi è il Signore, fa molto bene e tira sù il morale! Abbiamo spedito circa 154 inviti e di sicuro ci saranno le 30 famiglie che hanno aderito attraverso una risposta. C'è posto per tutti nella grande chiesa di SAINTE ALENE nel comune di Saint-Gilles arrivando in Avenue des villas 51. Dopo la celebrazione relig...

MIGRANTI E RIFUGIATI, UNA GIORNATA PER INCONTRARLI

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"Una sola famiglia umana" è il tema attorno al quale si è lanciata la giornata mondiale dei migranti e rifugiati. Un'iniziativa della Chiesa cattolica per sensibilizzare su questo movimento di persone inarrestabile e portatore di grandi cambiamenti. Pubblichiamo una voce di chi sta condividendo la vita con gli italiani che furono migranti molti anni orsono e che si sono stabilizzati in questa terra del Belgio. Ma ancora molti giovani "precari" arrivano con grandi sogni ed attese e non poche delusioni. Oggi, domenica 23 gennaio: il Signore ci incontra attraverso gli uomini e donne migranti. Non abbiamo altra famiglia che quella umana e proprio in questa Dio ha preso parte diventando uomo e, prima ancora, creandola perché potesse gioire e riconoscere l’amore del creatore condividendolo con gli altri. Messi a disposizione ad altre chiese sorelle, ci siamo fatti migranti condividendo fatiche e soddisfazioni con gli italiani che lasciarono precarietà e tristezza ...

ASSOCIAZIONI: E SE CI CREDESSIMO ANCORA?

Dal “Il Messaggero di sant’Antonio”, gennaio 2011 edizione per l’estero, leggiamo un interessante intervento di Graziano Tassello * dal titolo: “E’ possibile ricuperare l’associazionismo e rigenerarlo?”. Non mancano certo i “social network” e la rete che fa “cliccare e contattare” milioni di individui, ma, forse, ci vuole “anima e core”. E’ inutile negarlo: le associazioni tradizionali sono da tempo in crisi. Non tanto perché abbiano cessato di svolgere attività, mantenere contatti tra i soci, essere visitate dagli assessori regionali di turno o da aspiranti parlamentari che ritengono che esse costituiscano una buona base elettorale. Sono in crisi perché sembrano incapaci di generare qualche cosa di nuovo puntando su scelte capaci di illuminare la notte a cui il governo italiano ha condannato la diaspora italiana nel mondo. L’attesa di sussidi “politici”, spesso rivelatisi solo parole suadenti, ha smorzato la creatività. Di fatto, agli italiani all’estero qualche cosa sarebbe dovuto...

PERCHE' TANTA INTOLLERANZA RELIGIOSA?

"Perché tanta intolleranza religiosa?", è la domanda di fondo dell'omelia che l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, ha pronunciato il 6 fennaio nella cattedrale di San Lorenzo, in occasione della solennità dell'Epifania. "Insieme al Santo Padre Benedetto XVI - ha affermato il cardinale - siamo attoniti davanti all’intolleranza religiosa e a tanta violenza, e ci chiediamo addolorati: perché?". Il cristianesimo non è solo mondo occidentale. "La domanda - ha proseguito il cardinale - non è retorica e non nasconde nessun desiderio di rivalsa. È sincera e nasce, non può essere diversamente, dal sangue di tanti cristiani, dalle loro sofferenze. È una domanda che dà voce al brivido interrogativo che sale da tante parti della terra: perché?". "Forse - ha domandato – s’identifica il Cristianesimo con il mondo occidentale?". "Ma non può sfuggire che il Vangelo s’incarna in ogni cultura senza identif...

FELICE ANNO NUOVO

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All’inizio del 2011 non auguriamo a nessuno cose impossibili, esagerate. Auguriamo solo una salute sufficiente; il resto dipende da te che stai leggendo questo augurio. Dipende da te risplendere come “una lampada... sopra il moggio” , sviluppando al massimo i tuoi doni, le capacità, la sensibilità e i talenti che possiedi. Coltivali appassionatamente per far vivere una comunità, la famiglia in cui vivi, l’essere umano che ami. Non sia tutto questo un tesoro custodito gelosamente per te. Dipende da te far crescere il “senso del noi” , dell’essere insieme con gli altri, nella differenza di età, di cultura o di punto di vista. Impara ad agire in un insieme in cui nessuno sia escluso, non seguendo l’istinto del clan, delle relazioni esclusive, dove l’ alterità e il suo valore sono mortificati o perduti. Perderesti il sapore del Vangelo e un suo grande tesoro: l’ospitalità e l’apertura di mente e di cuore. Dipende da te non dimenticare che chi è superiore o responsabile è sempre i...

VERBUM CARO FACTUM EST

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Auguri di un buon NATALE . "Verbum caro factum est" - "Il Verbo si fece carne" (Gv 1,14).  Ve li facciamo attraverso alcuni stralci del messaggio lanciato da papa Benedetto XVI alla benedizione urbi et orbi di oggi 25 dicembre 2010. Vi presentiamo anche le foto ricevute di alcuni presepi: Sainte Alène, Casa Bettarini, casa Bettoni, Casa Ranalli, Casa Terenzio, Saint-Boniface, rue Philomène, casa locatelli, Casa Tredici. Cari fratelli e sorelle, che mi ascoltate da Roma e dal mondo intero, con gioia vi annuncio il messaggio del Natale: Dio si è fatto uomo, è venuto ad abitare in mezzo a noi. Dio non è lontano: è vicino, anzi, è l’"Emmanuele", Dio-con-noi. Non è uno sconosciuto: ha un volto, quello di Gesù. E’ un messaggio sempre nuovo, sempre sorprendente, perché oltrepassa ogni nostra più audace speranza. Soprattutto perché non è solo un annuncio: è un avvenimento, un accadimento, che testimoni credibili hanno veduto, udito, toccato nella Persona di Ge...

AVVENTO: UN LEADER AUTENTICO!

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Un leader, un capo carismatico accompagna in questo tempo i nostri passi. È un vero profeta, Giovanni il Battista. Il suo contesto è il deserto, un ambiente di terra secca e arida. Per quarant’anni, però, questo si era trasformato in un cammino straordinario di ricerca di Dio per il suo popolo. Questo percorso stanco e tonificante fa emergere tutti i propri idoli. Illumina, anzi, il vero senso di questa parola e del suo contrario, l’icona. Idolo e icona hanno la stessa origine. Vivono entrambi una relazione con lo sguardo, con il sacro e con il bello, ma sono animati da una dinamica opposta. L’idolo concentra tutte le forze, l’attenzione, il potere: è autoreferenziale per eccellenza. L’icona, al contrario, rinvia a qualcosa di più grande. È un raggio della luce della Divinità, una finestra aperta sul Trascendente. Si diventa un idolo quando si vive un protagonismo eccessivo o un attivismo esagerato, quando ci si mette al centro dell’ammirazione, dell’attività o dell’obbedienza di al...

AVVENTO: INCAMMINARSI VERSO L'ALTRO

Londra. Un dolce volto di ragazza filippina accosta il bouquet di cinque candele d’avvento nella nostra chiesa. Con un sorriso impercettibile accende la prima, lentamente. È un gesto semplice e straordinario di una giovane migrante, sotto lo sguardo di tutti, nel silenzio generale. Tre candele di colore violaceo, una rosa e una bianca, - quest’ultima servirà per illuminare la notte di Natale - sono il simbolo che si ritrova in tutte le chiese inglesi. Non sono solo candele. Sono passi di un cammino. Questo gesto è un invito rivolto a tutti. Anzi, è un ordine interiore: partire. L’avvento, infatti, non è attendere, restare, sedersi o sperare. È incamminarsi. È ritrovare insieme la fede di Abramo: uscire dalla propria terra. Viaggiare come i pastori, come i re magi o come i migranti: milioni di uomini e di donne che escono dal loro mondo, animati dalla speranza. L’avvento è uscire dalla propria terra, dalla cerchia dei “nostri”. È superare lo status-quo, l’immobilismo, la sedentarietà...

UN POPOLO SENZA LINGUA MUORE

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Un popolo che non ha lingua, muore. E' quanto sta rischiando l'Italia nel mondo ed è per questo che vorremmo sostenere la Società Dante Alighieri. Per il Natale ormai prossimo, ci rimane, ormai su tutta Bruxelles, una sola messa di mezzanotte in lingua italiana: alla chiesa St. Boniface rue de la paix – Ixelles, venerdi 24 dicembre ore 24.00. Canteremo sicuramente i canti natalizi della tradizione italiana compreso “Tu scendi dalle stelle”. Ci si rattrista, comunque, nel vedere quanta poca attenzione viene data all’uso e alla diffusione della lingua italiana. Sempre più sovente anche nelle iniziative organizzate dalle Istituzioni italiane, viene usato soprattutto un altro idioma che non l’italiano: peccato! Volentieri rilanciamo il grido di allarme e di mobilitazione che riceviamo dall’UNAIE e da Franco Narducci suo Presidente nonché Vicepresidente Commissione Affari esteri Camera dei Deputati “Mentre ci apprestiamo a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia, il Governo tagl...

ATTESA DEL NATALE: FARE POSTO

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Forse, chi emigra sa bene cosa vuol dire Natale. O forse, ha solo fatto proprio il suo significato un po’ per scelta e un po’ per necessità. Tra qualche settimana molti italiani all’estero torneranno in Italia, nella propria famiglia. Natale è fare posto, trovo scritto in un recente best-seller “Vangelo dei migranti” della EMI. E chi meglio di un migrante conosce il vero e quotidiano significato di queste due parole? Fare posto a un altro mondo è spesso un esercizio faticoso. Bisogna fare posto ad un’altra lingua, altri valori, altre esigenze, altre leggi. Bisogna fare posto agli altri. Emigrare vuol dire essere disponibili ad accogliere, ma anche amare ancora di più il proprio Paese. È vero, ci si accorge di quanto si vuole bene ad una persona solo quando ci si allontana da lei. Così, stando lontano dall’Italia provo un sentimento contrastante. L’affetto e la nostalgia vanno di pari passo con un senso di frustrazione. Provo amore e rabbia verso un’Italia che non riesce a risolvere ...

E TRA UNO SGOMBERO E L’ALTRO, ISABEL OFFRE BISCOTTI A TUTTI

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Inizia il tempo natalizio e VIVRE ENSEMBLE lancia la sua campagna contro la povertà. In questi giorni, si cercano coperte per alcune centinaia di rifugiati che sono costretti a dormire all'aperto dato che le strutture di accoglienza sono strapieni d ascoppiare. Riportiamo questa storia bellissima e disarmante in mezzo a tanta disperazione. chissà se riusciremo a vivere un natale  meno consumista e più umana da farci avvicinare alla gente in miseria e in cerca di speranza. Al termine dell’esperienza in Casa Zaccheo - dove i giovani dell’Azione Cattolica Ambrosiana vivono un periodo comunitario e conviviale -, Gloria, Simone, Valentina e Stefano hanno incontrato la famiglia rom di Costel. Come il pubblicano Zaccheo, sono saliti sull’albero per guardare oltre il pregiudizio. Ad accompagnarli nella visita, Tamara e Stefano Pasta, volontari della Comunità di S. Egidio di Milano, che da tempo conoscono la famiglia, sono impegnati nella scolarizzazione dei bambini rom e nel sosteg...

FUTURO DELL'EUROPA:CERCASI ANIMA!

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La COMECE (Commissione degli episcopati della Comunità europea) in occasione della sua Assemblea generale, ha organizzato il 24 novembre scorso un interessantissimo dibattito nella sede della regione Baviera a Bruxelles, in occasione del trentesimo anniversario dalla fondazione della stessa organizzazione. Il tema era la configurazione dell’Europa di domani, con due illustri protagonisti del dibattito. Il primo, Jacques Delors, è stato presidente della Commissione europea negli anni dal 1985 al 1994, il secondo, mons. Salvatore Fisichella, è il presidente del Concilio pontificio per la promozione della nuova evangelizzazione.Dopo il saluto della signora Emilia Müller, Ministro degli affari federali ed europei del Land della Baviera, e di Mons. Adrianus Van Luyn, vescovo di Rotterdam e presidente della COMECE, ha preso la parola Jacques Delors. E’ difficile riassumere in poche righe il suo discorso, intenso e appassionato. Egli, dopo aver deplorato la mancanza di riferimenti alle radici...

LA STAZIONE CENTRALE DI MILANO DEDICATA A MADRE CABRINI

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“Da questi binari tante volte si avventurò per le strade del mondo Francesca Cabrini (1850 - 1917), Santa per la fede cattolica, apostola di solidarietà per tutte le genti in cammino”. É quanto scritto su una targa nella Stazione Centrale di Milano che da sabato 13 novembre 2010 è dedicata a Santa Francesca Saverio Cabrini, patrona degli emigranti. All’inaugurazione erano presenti, fra gli altri, il card. Tarciso Bertone, Segretario di Stato e il card. Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano. Con loro il Vescovo di Lodi, mons. Giuseppe Merisi, e i vescovi d’origine lodigiana, mons. Rino Fisichella e mons. Claudio Baggini, Vescovo di Vigevano e la Superiora della Suore Scalabriniane Madre Patricia Spillane. Dedicare a Santa Francesca Cabrini la Stazione Centrale di Milano - ha detto il Card. Bertone - ha un “profondo significato, carico di grande attualità. In primo luogo, fa emergere il valore di una grande donna lombarda che con la sua profonda fede e instancabile attività può co...

CADUTI DI NASSIRIYA

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per ricordare le vittime in missione di pace, Venerdi 12 novembre 2010 alle ore 19.00 si terrà una celebrazione religiosa alla chiesa Notre Dame du Sablon di Bruxelles. In un attentato suicida a Nassiriya in Iraq muoiono 23 persone, tra loro 19 sono italiani: 12 carabinieri, 5 soldati dell'esercito e 2 civili Nasiriyah è una città irachena, capoluogo della regione irachena di Dhi Qar.La risoluzione ONU 1483 del 22 maggio 2003 approvata dal Consiglio di Sicurezza delle ONU invita tutti gli Stati a contribuire alla rinascita dell'Iraq, favorendo la sicurezza del popolo iracheno e lo sviluppo della nazione. L'Italia partecipa attraverso la missione "Antica Babilonia" fornendo forze armate dislocate nel sud del Paese, con base principale a Nassiriya. La missione italiana è iniziata il 15 luglio 2003 ed è un operazione militare con finalità di peacekeeping, mantenimento della pace. Il 12 novembre 2003 avviene il primo grave attentato di Nassiriya. Alle ore 10:40 ora...